Il Duetto
La strada scendeva in mezzo al bosco, asfaltata ma quieta.
Canti di uccelli, chissà se cantano di più in luoghi in cui gli uomini cantano tanto, come lì, in Corsica.
A una curva, ho sentito note più nitide di altre, magari l’uccello che le emetteva era più vicino.
Così le ho cantate, e lui le ha ricantate, e si fermava, e poi io, e poi dopo un po’ lui.
Sempre manteneva un intervallo di tempo tra la mia sequenza e la sua.
Sono stata tanto ferma lì, in questo incredibile duetto.
Poi è venuto il tempo che io riprendessi il mio cammino, e ho taciuto. Ma pochi metri più in là, dopo avere aspettato un po’, lui ha cantato di nuovo e di nuovo si è fermato aspettando la mia risposta.
E io di nuovo mi sono fermata, e il duetto è ripreso.
Poi si è fatto l’imbrunire, e ancora dovevo camminare per arrivare alla mia casa.
Così gli ho risposto ancora qualche volta, camminando, fin quando è stato possibile.
L’ho lasciato, lui nel suo bosco, io nella mia vita.
È successo qualche anno fa.
Ma ancora ho nel cuore la discesa, la curva, il bosco, lui.
E più delle note del canto, il mirabile intervallo che lui creava per me.